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Fine vita, legge nella 'palude' del Senato. Fdi: "Nodo tecnico". Pd accusa: "Presa in giro"

(Adnkronos) - Dopo la Toscana e la Sardegna, tocca all'Emilia Romagna. Ancora una volta le leggi regionali sul suicidio medicalmente assistito, al momento solo il Veneto viene risparmiato, finiscono sotto la scure del governo, con la decisione di Palazzo Chigi di impugnarle davanti alla Corte costituzionale. Una battaglia tra poteri che si combatte sullo sfondo dell'assenza di un legge nazionale. A sette anni di distanza dalla storica sentenza della Consulta, la 242/2019, che sancì che non è punibile chi aiuta a morire una persona affetta da patologia irreversibile, fatte salve alcune condizioni, e nonostante le ripetute sollecitazioni della Consulta a legiferare, in Parlamento ancora è tutto fermo.  

Al momento lo stallo è in Senato dove, nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità, sono fermi due testi: il ddl Bazoli per l'opposizione e quello Zanettin (Fi)-Zullo (Fdi) per la maggioranza. Le differenze principali tra i due testi riguardano le condizioni per accedere alla richiesta, più ristrette nella proposta del centrodestra rispetto a quelle indicate dalla sentenza della Corte, i comitati che devono dare l'assenso e il ruolo del Servizio sanitario nazionale, con il centrosinistra che punto all'accesso gratuito con la sanità pubblica e il centrodestra che vuole che tutto si svolga fuori dal Ssn.  

Da giugno, dopo la richiesta di sospensiva di Fratelli d'Italia ufficialmente chiesta per "trovare una mediazione", tutto è ritornato nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità e sembra destinato a un binario morto. "E' tutto fermo. La commissione competente non è stata più riconvocata dopo la ripresa dei lavori a seguito della pausa estiva. Sul nostro testo Zanettin-Zullo, con gli emendamenti di Stefania Craxi, eravamo in attesa dei pareri del governo ma non sono più arrivati", dice all'AdnKronos il senatore Pierantonio Zanettin che per Forza Italia segue il dossier. Dalla commissione, però, il presidente Francesco Zaffini (Fdi) nega che il nodo sia politico. "Non abbiamo sciolto il nodo tecnico - spiega all'AdnKronos - . Al momento non abbiamo indicazioni utili dall'Istituto superiore di sanità su quando potrà mettere in campo un dispositivo che consenta l'autosomministrazione a quei soggetti totalmente immobilizzati, visto che trattatasi di suicidio assistito e non di eutanasia. Noi stiamo continuando a sollecitare l'Iss. Tutto il resto è sciolto, abbiamo un testo che può essere votato. Noi dobbiamo rivederci con l'Istituto superiore di sanità che viene a dire 'il dispositivo è a disposizione'. Detto questo, noi siamo pronti e andiamo in aula".  

Una spiegazione liquidata come "una emerita sciocchezza, una presa in giro" dal senatore dem Alfredo Bazoli, interpellato dall'AdnKronos. "Non c'è bisogno di un macchinario per fare una legge. Siamo a livelli incommentabili. A parte che il dispositivo c'è ma il punto è che se si vuole fare una legge si fa, poi gli aspetti pratici sono un'altra cosa". In sintesi per Bazoli siamo "nella palude". Una palude "in cui ci ha messo quel centrodestra che sostanzialmente non vuole fare la legge. Nonostante La Russa dia a parole una disponibilità a lavorare nella stessa direzione alla fine i comportamenti sono in palese contraddizione: non si convoca la commissione, non c'è più un orizzonte temporale definito. La verità è che il centrodestra non vuole affrontare il tema del fine vita e non sono disponibili ad arrivare fino in fondo. E' una scelta deliberata". Bazoli ricorda quando, a giugno, il ddl a sua firma fu fatto tornare in commissione. "Nonostante i proclami di Forza Italia, io dissi subito 'voi state semplicemente facendo morire la legge sul fine vita perché anche voi sapete che riportarla in commissione significa non approvarla in questa legislatura'. I fatti mi stanno dando ragione".  

25 set 2026

Covid, arriva la pillola per la Pep. Esperti: "Nuova arma di prevenzione"

(Adnkronos) -  Arriva la Pep contro il Covid. Nei giorni scorsi la Commissione europea ha approvato ensitrelvir (Zokovea*) per la profilassi post-esposizione a Covid-19 negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su. Si tratta della prima terapia antivirale orale autorizzata in Ue per la Pep nel Covid, una pillola da assumere dopo essere entrati in contatto con persone infettate dal virus Sars-CoV-2. Un farmaco che "aggiunge una nuova opzione alla gamma di misure disponibili per la preparazione alle future emergenze sanitarie da Covid-19", ha sottolineato Shionogi & Co. Ltd nell'annunciare l'ok di Bruxelles. "Accanto ai vaccini, alla diagnostica e alla sorveglianza, i farmaci antivirali possono rientrare in una più ampia gamma di misure complementari a supporto della sanità pubblica", ha evidenziato l'azienda in una nota.  

Lo studio di fase 3 Scorpio-Pep - un trial multicentrico globale condotto in doppio cieco, randomizzato verso placebo - ha valutato ensitrelvir in persone che convivono con persone malate di Covid. "Nella popolazione dell'analisi primaria - ha riferito Shionogi - il trattamento con ensitrelvir è stato iniziato entro 72 ore dall'insorgenza dei sintomi nel familiare convivente affetto da Covid-19. Ensitrelvir ha ridotto significativamente, del 67%, il rischio di sviluppare Covid-19 sintomatico fino al giorno 10 rispetto al placebo". Lo studio ha arruolato più di 2.300 adulti e adolescenti over 12 e rappresenta "il primo e unico studio di fase 3 su un antivirale orale che dimostra l'efficacia nella profilassi post-esposizione al Covid-19". E' su questi risultati che si è basata la decisione europea. 

Ma cosa ne pensano gli esperti? Per l'infettivologo Matteo Bassetti, citato nella nota di Shionogi, "l'approvazione segna un cambiamento importante nel ruolo degli antivirali orali per il Covid: dal trattamento dei pazienti con infezione confermata alla possibilità di intervenire tempestivamente dopo una nota esposizione a un contatto infetto, con l'obiettivo di prevenire la malattia sintomatica. Accanto alla vaccinazione, ciò introduce un'ulteriore strategia di prevenzione, ampliando la gamma di strumenti disponibili per contribuire a proteggere le persone a rischio", ha affermato lo specialista, professore di Malattie infettive all'università di Genova, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Irccs ospedale policlinico San Martino del capoluogo ligure e presidente della Società italiana di terapia anti-infettiva (Sita).  

"Nello studio principale" sull'ensitrelvir, "il Covid sintomatico si è sviluppato in circa il 3% delle persone trattate contro il 9% di quelle che avevano ricevuto placebo: un risultato che apre una nuova prospettiva nella gestione dell'infezione", commenta oggi con una sua nota il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano. "È un passaggio interessante - osserva - perché aggiunge un nuovo livello alla prevenzione. Finora abbiamo ragionato soprattutto su vaccino prima dell'esposizione e antivirali nelle persone già malate. Ora si apre una finestra intermedia: intervenire subito dopo un contatto per ridurre la probabilità che l'infezione diventi sintomatica. La novità non deve però essere interpretata come un'alternativa alla vaccinazione. Non è la pillola che rende inutile il vaccino. Sono strumenti diversi e complementari", precisa il past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International. 

La vaccinazione anti-Covid, continua Pregliasco, "resta fondamentale soprattutto per ridurre il rischio di forme gravi nelle persone fragili e anziane. La profilassi post-esposizione può invece diventare un'ulteriore opportunità in situazioni selezionate, quando sappiamo che una persona è stata esposta al virus. Un possibile ambito di utilizzo riguarda proprio i contesti familiari nei quali convivono persone fragili, anziani o immunodepressi, o altre situazioni nelle quali si voglia ridurre rapidamente il rischio di sviluppare una malattia sintomatica dopo un contatto documentato. Ma non si tratta di un farmaco da utilizzare autonomamente", puntualizza il medico. "È importante evitare l'idea della 'pillola del giorno dopo' per il Covid da prendere senza valutazione medica", ammonisce. "Il Covid - conclude Pregliasco - non è scomparso e continuerà a circolare, ma oggi abbiamo molte più possibilità di ridurne l'impatto. L'obiettivo non è tornare alla logica dell'emergenza, bensì utilizzare in modo intelligente vaccini, diagnosi, antivirali e nuove strategie preventive. La sfida sarà ora individuare con precisione chi possa realmente beneficiare della profilassi post-esposizione". 

Per Huw Tippett, Ceo di Shionogi Europe, "l'approvazione di ensitrelvir da parte della Commissione europea rappresenta un importante traguardo regolatorio per Shionogi e conferma la solidità delle evidenze cliniche a supporto di ensitrelvir per la profilassi post-esposizione al Covid-19. Shionogi resta impegnata nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per le malattie infettive e, attraverso l’innovazione scientifica, nel supporto alla preparazione alle emergenze di sanità pubblica". Al di fuori dell'Ue ensitrelvir - commercializzato con il nome Xocova* in Giappone e negli Stati Uniti - è anche approvato in Giappone per il trattamento del Covid-19, ed è autorizzato per la profilassi post-esposizione negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni in Giappone e negli Stati Uniti. 

25 set 2026

Carburanti, da oggi il taglio delle accise scende a 5 centesimi: "Pieno di gasolio costerà 3 euro in più"

(Adnkronos) - Scatta oggi, sabato 26 settembre, il dimezzamento del taglio delle accise, che porterà un pieno di gasolio a costare 3 euro in più su strade e autostrade, indipendentemente dall’andamento dei listini alla pompa.  

Lo ricorda il Codacons, che sottolinea come lo sconto fiscale resterà in vigore fino al prossimo 5 ottobre. Per effetto del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante «Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale» l'aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante è salita a 572,90 euro per 1.000 litri nel periodo che va da 18 al 25 settembre 2026, e subirà un nuovo aumento a 622,90 euro per 1.000 litri da oggi 26 settembre e fino al 5 ottobre 2026, spiega il Codacons.  

Lo sconto fiscale da 12,2 centesimi di euro al litro in vigore fino a ieri è quindi dimezzato, con il taglio sul prezzo alla pompa che, considerata anche l’Iva, scenderà a 6,1 centesimi. Per gli automobilisti si tratta di un aumento netto da +3,05 euro a pieno, ma se si considera l’effetto dell’intero decreto scattato il 18 settembre, l’impatto è da +5,45 euro a pieno – calcola l’associazione.  

Dal 6 ottobre gli automobilisti dovranno poi dire addio allo sconto delle accise predeterminato, perché da tale data scatterà il meccanismo delle accise mobili, con l’extra-gettito IVA incassato dallo Stato per i rincari del greggio che sarà riutilizzato per abbassare le accise fisse, conclude il Codacons. 

 

"L'autotrasporto sta vivendo un momento drammatico e se non si fermerà per protesta, si fermerà per il costo del gasolio". Lo dice Anna Vita Manigrasso, presidente Assotir, intervenendo alla conferenza stampa convocata dall'associazione degli autotrasportatori che, dice "è un grido d'aiuto" e "si è resa necessaria per le molteplici richieste di aiuto che ci sono arrivate dei nostri associati. 

"In assenza di risposte efficaci noi, certamente non soli ma insieme alle altre associazioni, valuteremo la risposta da dare. Io confido nel senso di responsabilità, ma poi ognuno deve fare il proprio mestiere e, in assenza di un incontro, il governo dovrà fare i conti con una categoria che già oggi fatichiamo a 'tenere in linea'", continua il segretario generale di Assotir, Claudio Donati. 

"Aspetteremo qualche giorno poi, con le altre organizzazioni, daremo le risposte che la situazione merita", dice Donati aggiungendo che la proclamazione dello sciopero della categoria "non è da escludere. Sappiamo che è un'arma definitiva perché significa, anche scioperando un solo giorno, fermare il paese. Vorremmo evitarlo, ma non possiamo escluderlo. E' chiaro che sono iniziative che vanno discusse in maniera unitaria per fare in modo che anche la risposta del settore sia unitaria". 

 

Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, hanno convocato per giovedì 8 ottobre, alle ore 16.30, le società operanti nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati. 

Come si legge in una nota, l’incontro, che si terrà presso Palazzo Piacentini, sarà dedicato all’analisi delle principali questioni per valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull'approvvigionamento del Paese. 

Alla riunione sono stati invitati a partecipare, oltre all’Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub. 

 

Eni ha annunciato ieri che da lunedì 28 settembre metterà un tetto massimo ai prezzi dei carburanti: il gasolio non potrà superare i 2,19 euro al litro, mentre la benzina avrà un prezzo massimo di 1,99 euro al litro, con un risparmio di circa 17 centesimi rispetto alle attuali quotazioni medie. La misura, spiega il gruppo in una nota, è legata all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore.  

Il price cap avrà una durata iniziale di 30 giorni, ma potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno in base all’evoluzione del mercato e alla disponibilità degli approvvigionamenti. 

 

25 set 2026

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25 set 2026

Caro carburanti, Eni fissa un tetto al prezzo di benzina e gasolio. Il governo: "Atto lodevole"

(Adnkronos) - Alla fine ci pensa il 'Cane a sei zampe' a metterci una pezza. Mentre il caro carburanti non accenna a placarsi, Eni annuncia un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro al litro per la benzina, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali. La misura, comunicata dalla multinazionale degli idrocarburi, entrerà in vigore dal 28 settembre e resterà valida per un primo periodo di 30 giorni, con la possibilità di un'estensione fino a fine anno "in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti". 

Il tetto, precisa Eni, è "correlato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore" e rappresenta un "nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela", che si aggiunge alle iniziative già avviate dalla società dallo scorso marzo, quando aveva scelto di ribaltare solo in parte sui prezzi consigliati l'aumento delle quotazioni internazionali, "assorbendone così una parte significativa". 

 

La decisione del colosso petrolifero raccoglie subito il ringraziamento dell'esecutivo. Palazzo Chigi parla di un "lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane". Fonti di governo, interpellate dall'Adnkronos, rivelano che l'esecutivo si sarebbe mosso "da tempo" su questo fronte, esercitando quella che viene definita - con tutte le cautele del caso - una sorta di moral suasion nei confronti dell'azienda guidata dall'amministratore delegato Claudio Descalzi. "Era una delle carte che avevamo a disposizione per provare a calmierare il prezzo dei carburanti", spiegano le stesse fonti. "Alla fine, Eni ha accettato". Il governo rivendica così una strategia "a doppia tenaglia": da un lato la misura sul bollo auto, che diventerà strutturale con la prossima manovra finanziaria; dall'altro il blocco del prezzo dei carburanti. "Più di così non si poteva fare. E non è stato affatto facile", sottolineano le fonti. 

 

Sul tema interviene anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui la scelta di Eni "rappresenta un esempio concreto di come, soprattutto nei momenti difficili, debba funzionare il sistema Paese: istituzioni e grandi imprese nazionali che, ciascuna nel proprio ruolo, si assumono una responsabilità verso famiglie e imprese". 

Il segretario di Forza Italia coglie la palla al balzo anche per rimarcare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la propria contrarierà alla proposta, avanzata dall'alleato di maggioranza Matteo Salvini, di colpire gli extraprofitti delle compagnie energetiche. "Questa è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti", afferma Tajani. "Non è penalizzando le imprese che investono e producono ricchezza che si difende il potere d'acquisto degli italiani. Occorre invece creare le condizioni perché anche le grandi aziende possano fare la propria parte quando il Paese attraversa una fase eccezionale". 

25 set 2026

Putin: "Russia non vuole attaccare Europa. Ero pronto a colloqui, poi Ucraina ha colpito Mosca"

(Adnkronos) - "La Russia non sta pianificando alcuna azione militare contro l'Europa, perché non ci sono né motivi né basi per farlo". Vladimir Putin non ha l'Europa nel mirino. Il presidente russo smentisce le tesi secondo cui Mosca potrebbe compiere un'azione, anche in tempi relativamente brevi, contro un paese della Nato in un quadro internazionale ad altissima tensione. Con la guerra in Ucraina lontana da un epilogo negoziale, il timore è che la Russia cerchi un'escalation all'esterno del teatro bellico principale. 

"Molti in Europa affermano di aspettarsi un'aggressione da parte della Federazione Russa e che, per questo motivo, devono prepararsi a combattere, a una guerra con la Russia", sottolinea Putin durante un incontro con la stampa a margine del Forum internazionale della Cultura a San Pietroburgo. "Ma vorrei evidenziare ancora una volta che non ci stiamo preparando a combattere con l'Europa, in nessun modo", afferma il leader del Cremlino. "Gli ambienti aggressivi in Europa vogliono usare l'Ucraina come carne da cannone per limitare lo sviluppo della Russia. Le elite dell'Ue stanno ingannando gli europei per continuare a investire nell'aggressiva Ucraina". 

 

Nelle ultime dichiarazioni, Putin non chiude formalmente la porta a nuovi negoziati con l'Ucraina. La Russia, però, "rifletterà attentamente" sull'eventuale ripresa dei colloqui volti a porre fine alla guerra in Ucraina dopo i recenti attacchi massicci ucraini contro il territorio russo. Il numero 1 del Cremlino, quindi, attribuisce lo stallo alle recenti azioni compiute da Kiev. "Le proposte per la ripresa dei negoziati sono certamente sul tavolo, ma dopo tutto ciò che hanno fatto gli ucraini rifletteremo attentamente su ciò che dobbiamo fare in risposta", dice Putin. 

"La Russia era pronta a riprendere i negoziati con Kiev dopo le elezioni, ma l'Ucraina ha tentato di colpire Mosca e ha attaccato i seggi elettorali", afferma scaricando la responsabilità sul paese guidato da Volodymyr Zelensky. "E' stata Kiev a iniziare gli attacchi contro le infrastrutture civili e ora deve subire una risposta. La risposta della Russia agli attacchi è stata così forte che Kiev ha chiesto un cessate il fuoco", la visione proposta da Putin ai media russi. Il presidente fa riferimento ai raid con droni che Kiev ha condotto negli ultimi mesi contro le due principali piattaforme di e-commerce russe: "Non si comprende perché siano stati necessari gli attacchi contro 'Ozon' e 'Wildberries'". 

 

La ripresa del dialogo potrebbe passare per il vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) che si svolgerà a Shenzhen in Cina, dal 18 al 19 novembre. "Intendo partecipare a questi lavori. Lo ripeto ancora una volta: alla fine, la decisione sulla partecipazione dipenderà dalla situazione interna alla Russia", dice Putin. A Shenzen ci sarà anche Donald Trump, che ha appena salutato il presidente cinese Xi Jinping, in vista ufficiale a Washington. "Il presidente Xi e la signora Peng hanno appena lasciato Washington, diretti in Cina. L’incontro è stato all’insegna dell’amicizia, della forza e del successo, sia per la Cina che per gli Stati Uniti. Ci rivedremo a novembre, in Cina, e poi al G20 a dicembre, a Miami, in Florida", dice Trump. 

 

Intanto Kiev nega che Trump abbia chiesto a Zelensky di andare a Mosca per un incontro con Putin. E' quanto riferisce 'Ukrainska Pravda' che fa riferimento alla posizione espressa dall'Ufficio del presidente dell'Ucraina. "Questa è un'informazione falsa", spiega l'Ufficio del presidente ucraino dopo che Bloomberg citando fonti, ha riportato che durante il suo incontro con Zelensky a New York il 22 settembre, Trump ha chiesto al leader ucraino di andare Mosca per porre fine alla guerra. Il Cremlino, più volte, ha provocatoriamente aperto ad un incontro Putin-Zelensky a condizione che si svolga a Mosca. 

25 set 2026

Grecia, crolla palazzina ad Atene: 6 dispersi tra cui 4 turisti

25 set 2026

Conti pubblici, Moody's: "Deficit dell'Italia al 3% nel 2026, al 2,9% nel 2027"

(Adnkronos) - Moody's prevede per l'Italia un deficit al 3% del Pil nel 2026 e al 2,9% nel 2027, solo leggermente inferiore al 3,1% del 2025. Lo scrive l'agenzia di rating in una nota. Quanto al rapporto debito pubblico/Pil si prevede che si stabilizzi intorno al 138% nel 2026 e nel 2027, per poi iniziare una graduale diminuzione, grazie a solidi avanzi primari e all'attenuarsi dell'effetto dei crediti d'imposta per la ristrutturazione edilizia degli anni precedenti. 

 

L'economia italiana ha dimostrato resilienza allo choc dei prezzi energetici derivante dal conflitto in Medio Oriente e prevediamo che la prudente politica fiscale verrà mantenuta. Dopo una crescita media del Pil reale dello 0,9% nel primo semestre, l'agenzia ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2026, portandole allo 0,8%. Ciò, spiega, riflette anche un impatto inflazionistico molto più contenuto dello shock dei prezzi energetici rispetto al biennio 2022-2023 e prevediamo un'inflazione complessiva media del 2,8% quest'anno e del 2,3% nel 2027. 

 

Moody's conferma il rating dell'Italia a Baa2. In una nota l'agenzia riferisce di aver completato la revisione periodica dell'Italia senza assumere decisioni sulla valutazione di affidabilità creditizia. Le prospettive restano quindi stabili. "Il rating dell'Italia - si spiega in una nota - è supportato da un'economia ampia, diversificata e ad alto reddito, da una solida base di investitori nazionali che sostiene il finanziamento pubblico e da quadri normativi ancorati all'appartenenza all'Unione Europea e all'eurozona. Questi punti di forza sono controbilanciati dall'elevatissimo debito pubblico italiano, che limita la flessibilità fiscale, da moderate prospettive di crescita a medio termine, appesantite da dinamiche demografiche sfavorevoli e da una debole produttività, e dall'elevata sensibilità delle finanze pubbliche alle variazioni delle condizioni di finanziamento". 

Le prospettive stabili, si legge nella nota di Moody's, "bilanciano i punti di forza e le criticità del credito italiano". Sul fronte positivo, le riforme volte a migliorare l'efficienza del settore pubblico e il contesto imprenditoriale in generale potrebbero portare a un miglioramento più sostanziale delle prospettive di crescita dell'Italia, con ripercussioni positive per le finanze pubbliche. Sul fronte negativo, la riduzione dell'elevato debito pubblico italiano dipende da una crescita del PIL relativamente robusta e da un aumento degli avanzi primari di bilancio. Ciò significa che una crescita più lenta o un consolidamento fiscale meno marcato rispetto a quanto attualmente previsto potrebbero compromettere le nostre proiezioni di una graduale diminuzione del debito pubblico a partire dal 2028". 

"Un consolidamento fiscale continuo, basato su un aumento sostenibile delle entrate o sul contenimento della spesa, sarebbe positivo, - si sottolinea - in quanto porterebbe a un miglioramento duraturo della traiettoria del debito. Progressi più rapidi nell'affrontare le sfide strutturali legate al mercato del lavoro e alla capacità di innovazione, unitamente a investimenti privati più consistenti di quanto attualmente ipotizzato, indicherebbero una maggiore resilienza economica, in grado di ridurre la vulnerabilità dell'andamento del debito agli shock. In questo contesto, ulteriori prove della resilienza dell'economia italiana agli shock geopolitici in corso sarebbero positive per il rating creditizio. Risultati fiscali peggiori del previsto, che comportino un aumento del debito, sarebbero negativi, così come segnali di una mancanza di slancio tangibile per le riforme oltre la fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza". 

25 set 2026

Simone Annicchiarico squalificato dal Gf Vip, le scuse in diretta: "Mi sono sentito tradito da me stesso"

(Adnkronos) - "Sono un po’ amareggiato, triste, affranto". Queste le parole di Simone Annicchiarico che stasera, venerdì 25 settembre, è tornato nello studio del Grande Fratello Vip dopo la squalifica. Il concorrente, infatti, è stato costretto ad abbandonare la Casa del reality show dopo aver pronunciato una bestemmia, un'espressione assolutamente vietata e che il Grande Fratello non transige.  

Dopo il provvedimento della produzione, Annicchiarico ha trascorso la notte in hotel senza alcun contattato con l'esterno: "Volevo scusarmi con il pubblico da casa e con i miei amici nella Casa. Non è stato voluta, pensata. È stato un vuoto sintattico. Non so come sia uscito, mi sono sentito tradito da me stesso. Mi sono sentito tradito dalla mia testa", ha spiegato in diretta. L'ex concorrente ha chiesto scusa soprattutto per la paura di aver dato un brutto esempio: "Ho tradito la fiducia di molte persone. L’ultima cosa da sdoganare è pronunciare queste affermazioni in televisione", ha aggiunto l'ex concorrente.  

Annicchiarico ha ricevuto l'affetto e la comprensione dai compagni di viaggio e dallo studio stesso, a partire dalla conduttrice: "Simone siamo consapevoli della gravità dell’accaduto. Noi ti vogliamo bene ma soprattutto il pubblico da casa. Abbiamo capito che la tua attitudine è ben distante da quello che hai detto", ha detto Ilary Blasi.  

Le opinioniste si augurano, dal canto loro, che il Grande Fratello possa concedere una seconda possibilità: "In poco tempo sei stato tante cose positive dentro la Casa: simpatico, ironico e malinconico. Io mi sono affezionato a te, e pensare che un errore possa definirti mi addolora profondamente. E so che non è così. So che non sei quell'errore", ha detto Selvaggia Lucarelli.  

Al momento, tuttavia, la decisione del Grande Fratello è stata confermata: Simone Annicchiarico è stato squalificato. L'ex concorrente, in lacrime, ha lasciato così lo studio con la speranza che prossimamente possa avere l'occasione di "riabbracciare i suoi compagni di viaggio".  

25 set 2026

Italia-Belgio 0-2, rissa tra Donnarumma e Lukaku al fischio finale: cos'è successo

25 set 2026

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