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Tindereconomics, l'amore online è un affare miliardario ma la Gen Z si allontana

(Adnkronos) - Tinder è nato in California, esattamente 14 anni fa (agosto-settembre 2012). Da allora è cresciuto, si è sviluppato, e altre app analoghe si sono affacciate ed affermate sul mercato (Bumble, Hinge etc). Ma quanto vale l'amore online? Secondo i dati più attendibili ricostruiti dallo studio, più di 400 milioni di persone al mondo usa una di queste app. Nel 2025 i due terzi degli statunitensi tra i 18 e i 29 anni li ha usati almeno una volta. In Italia, secondo il Consumer Cyber Safety Report di Norton, circa il 24% degli italiani utilizza abitualmente queste piattaforme, trascorrendovi in media quasi sei ore alla settimana. I ricavi globali della Tindereconomics sono stati di circa 6 miliardi di dollari nel 2025. Tutte le stime parlano di una crescita moderata nei prossimi anni, anche se c’è qualche segnale contrastante. 

Tinder (1,8 miliardi di ricavi) ha avuto una flessione nell’ultimo anno. Perché? Da un lato un mercato in continua espansione, dall’altro lato aumentano le perplessità, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, di un dating divenuto sempre più meccanizzato e asettico, che porta a un senso di sopraffazione mentale: la percezione di avere scelte infinite, senza riuscire a creare però connessioni reali. Lo conferma un sondaggio di Forbes Health, condotto su mille americani, dove il 78% degli intervistati ha dichiarato di aver sperimentato burnout emotivo, mentale o fisico dalle dating app, con la Gen Z che riporta il tasso più alto tra tutte le fasce d’età.  

Questa flessione rispecchia un fenomeno psicologico ed economico, da un lato frustrazione strutturale (44% degli utenti), e dall’altro i costi di screening troppo alti, dove l’abbondanza di opzioni aumenta il costo di ricerca. Gli utenti spendono in media 90 minuti al giorno sulla piattaforma effettuando uno sforzo cognitivo continuo (‘paradosso della scelta’) che raramente si traduce in un valore reale. La Tindereconomics dimostra che l’amore, nell’era digitale, ha smesso di essere un mistero poetico ed è diventato un’equazione di ottimizzazione finanziaria. Resta da capire se l’efficienza algoritmica sarà mai in grado di calcolare quell’imprevedibile ‘quid’ che gli umani chiamano ancora chimica e alchimia. 

"I mercati hanno sempre influenzato il comportamento umano - scrive nel suo editoriale Giulio Centemero founder e presidente di Sandwich Club Ets -. Ciò che è davvero nuovo è la loro capacità di osservare, apprendere e adattarsi in tempo reale. Le piattaforme digitali non si limitano a facilitare le relazioni: progettano gli ambienti nei quali le relazioni nascono, si sviluppano e, talvolta, finiscono. Non si limitano a soddisfare una domanda. Sempre più spesso la creano, la orientano e la anticipano. La vera domanda non è se gli algoritmi possano aiutarci a trovare un partner. La vera domanda è molto più ampia. Che cosa accade quando l’infrastruttura che organizza gli incontri tra le persone diventa uno dei mercati più sofisticati dell’economia digitale? La risposta va ben oltre l’amore. Riguarda la fiducia, il capitale sociale, la natalità, la demografia, le città e, in ultima analisi, il modo in cui le società costruiscono il proprio futuro. L’architettura delle relazioni ha sempre influenzato l’architettura delle civiltà. Oggi, per la prima volta, quella architettura è sempre più progettata dal codice". 

 

10 ago 2026

Ascolti tv domenica 9 agosto, 'Racconto di una Notte' su Canale5 vince prime time

10 ago 2026

Mirabilandia il 16 agosto celebra il Roller Coaster Day, un giorno dedicato alle montagne russe

(Adnkronos) - C'è una giornata dedicata a chi ama l'adrenalina e il vento in faccia. Il 16 agosto infatti si celebra il Roller Coaster Day, ricorrenza internazionale dedicata alle montagne russe, l'attrazione simbolo dei parchi divertimento di tutto il mondo. D'altronde le montagne russe – oltre 6.900 quelle in funzione nel mondo - sono molto più di un'attrazione: sono un fenomeno culturale capace di attraversare generazioni e continuare, anno dopo anno, a regalare emozioni a milioni di persone in tutto il mondo. La ricorrenza ricorda il brevetto della prima struttura moderna, ottenuto negli Stati Uniti da LaMarcus Adna Thompson il 16 agosto 1898, dando il via a una storia che, in oltre un secolo, ha trasformato una semplice idea in una delle esperienze di intrattenimento più amate al mondo.Da allora tecnologia, ingegneria e design hanno rivoluzionato il settore ma il principio è rimasto lo stesso: trasformare pochi secondi di paura in un'esplosione di adrenalina e divertimento.  

A Mirabilandia, il parco divertimenti più grande d'Italia con 850.000 metri quadrati, il Roller Coaster Day è anche l'occasione per sottolineare l’incredibile offerta di montagne russe che, complessivamente, sviluppano circa 5 chilometri di tracciato, alternando esperienze per tutta la famiglia a coaster da Guinness dei Primati. Ogni attrazione racconta una storia diversa e dona emozioni uniche. iSpeed, per esempio, è un launch coaster, è stato il primo coaster magnetico di questo tipo costruito in Europa e ancora oggi è il più alto e veloce d'Italia nella sua categoria. In appena 2,2 secondi porta i passeggeri da 0 a 100 km/h, raggiunge i 120 km/h, tocca i 55 metri di altezza e percorre 1 chilometro di tracciato, regalando un'accelerazione paragonabile a quella di una monoposto da competizione Katun continua a essere uno dei coaster più iconici del continente.  

Con i suoi 1.200 metri di percorso, una velocità di 110 km/h, oltre 50 metri di altezza e sei inversioni, è ancora oggi il più lungo inverted coaster d'Europa e uno dei più spettacolari al mondo per intensità e fluidità del percorso. Divertical, invece, ha scritto una pagina importante nella storia dei water coaster. Con una salita verticale con ascensore a 90 gradi, 60 metri di altezza, una velocità massima di 106 km/h e uno splash finale ad alta velocità, è il più alto water coaster al mondo. Anche il suo nome è un gioco di parole tra "divertimento" e "verticale", perfetta sintesi dell'esperienza che regala. 

"Dalla prima montagna russa di fine Ottocento ai coaster che oggi superano i 120 km/h sono passati decine di anni eppure il Roller Coaster Day celebra molto più di una semplice attrazione: celebra il desiderio di mettersi alla prova, di vincere la paura, di condividere un'emozione con amici e familiari - spiega Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia - Perché, in fondo, il bello delle montagne russe è sempre lo stesso: trasformare un minuto e mezzo di giro sull’attrazione in un ricordo destinato a durare molto più a lungo. E Mirabilandia è senza dubbio uno dei parchi migliori dove provare queste emozioni e ricordarsene per sempre".  

E' la scienza a spiegare il fascino delle montagne russe. Durante un giroinfatti il nostro organismo rilascia adrenalina, dopamina ed endorfine, sostanze che aumentano la sensazione di piacere e benessere. È questo il motivo per cui il timore della salita lascia rapidamente spazio all'entusiasmo della discesa. Le montagne russe rappresentano anche uno straordinario laboratorio di fisica applicata: energia potenziale che si trasforma in energia cinetica, accelerazioni, gravità e forza centrifuga diventano protagoniste di un'esperienza capace di coinvolgere il corpo e la mente. 

Molte comunque le curiosità sulle montagne russe che traggono ispirazione (e nome) proprio dalle "Russian Mountains", le piste di ghiaccio utilizzate in Russia già nel XVIII secolo. Oggi un giro dura mediamente tra 60 e 120 secondi, e i coaster moderni possono trasportare centinaia di passeggeri ogni ora grazie a sofisticati sistemi di controllo e sicurezza. Per realizzare una montagna russa servono mediamente da due a cinque anni, a seconda della complessità dell’attrazione, tra progettazione, simulazioni, costruzione e collaudi. Esiste, poi, una comunità internazionale di appassionati che viaggia da un parco all'altro per collezionare nuove montagne russe e stilare classifiche delle migliori esperienze al mondo. 

10 ago 2026

Uefa, Concacaf e Afc contro Infantino: "Fiducia tradita, rispettare l'unità del calcio"

(Adnkronos) - "La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità ora venga onorata, per una leadership che sia al servizio del calcio, non che cerchi di dominarlo". Così in una nota congiunta, firmata dai propri presidenti, Uefa, Concacaf e Afc prendono posizione contro il presidente della Fifa Gianni Infantino. "Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo e nessuna istituzione, appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro -sottolineano Aleksandar Ceferin, Victor Montigliani e Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, rispettivamente presidenti di Uefa, Concacaf e Afc-. E' con questo spirito che parliamo collettivamente oggi. La crescita registrata nell'ultimo decennio è stata reale, ma questo progresso non è mai stato opera di un singolo individuo. E' stato il prodotto della Fifa, delle confederazioni, delle federazioni affiliate e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita a questo sport".  

"I traguardi raggiunti sono stati condivisi, concordati e realizzati insieme -prosegue il comunicato delle tre confederazioni-. Le confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve Fifa per rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo delle federazioni affiliate. Né si tratta di riconsiderare l'espansione delle competizioni, l'assegnazione della Coppa del Mondo o qualsiasi altra decisione presa collettivamente. Queste decisioni sono state prese insieme e devono rimanere valide. Si tratta di qualcosa di più fondamentale: l'integrità del gioco e di coloro che sono stati eletti per guidarlo. La leadership nel calcio non è un possesso, non si tratta di detenere o pretendere il potere. E' un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che glielo affida". "Quando la fiducia viene tradita con l'inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l'autorità, quel dovere viene meno -si legge ancora nel comunicato di Uefa, Concacaf e Afc-. La recente lettera della Fifa ai suoi vicepresidenti e alle 211 federazioni aderenti riconosce che sono stati commessi errori nel processo, parla di fallimento della comunicazione quando invece ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta avanzata in tempi ristretti, senza una consultazione significativa e con una scadenza fissata prima che le federazioni affiliate potessero esaminarne adeguatamente i termini non è frutto di una svista, bensi di una strategia volta a limitarne il controllo. Non è stato riconosciuto che la proposta stessa fosse intrinsecamente errata, non si riconosce ancora che sia stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procederuale ma una fondamentale violazione di fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la Fifa è chiamata a servire". 

"la Fifa si è impegnata a presentare un rapporto completo su questi eventi al Consiglio, omettendo ancora una volta di riconoscere che una corretta governance, di fronte a una così grave mancanza di giudizio, richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una parte terza complementare e indipendente, non dalla Fifa stessa, dal suo staff o da qualsiasi altro soggetto coinvolto nel mondo del calcio -sottolineano Uefa, Concacaf e Afc-. Anche la lettera della Fifa concerma che alla riunione dei vertici in Marocco era presente un solo funzionario eletto. Nessun membreo del Consiglio o delle federazioni affiliate è stato invitato a partecipae. Era presente solo il Consiglio direttivo, composto da alti dirigenti della Fifa". "Questo recente incontro, non con l'intero Comitato, è stato convocato all'estero, anzichè a Zurigo nel cuore della Fifa, cosa che non fa che rafforzare queste preoccupazioni e che rappresenta la continuazione dello stesso modello di condotta che ci ha portato a questo punto. Non è la condotta di un custode del gioco, ma di chi crede che il gioco sia responsabile nei suoi confronti. C'è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita dai suoi dirigenti. Ecco perché abbiamo preso questa posizione: non alla leggera e non da soli, ma insieme, e per dovere verso il gioco che serviamo", conclude il comunicato. 

10 ago 2026

Ballando con le stelle, Aurora Ramazzotti è la seconda concorrente ufficiale

10 ago 2026

“Ceuta è stata un’invasione”, all’Europarlamento si accende lo scontro sui migranti

(Adnkronos) - La crisi di Ceuta arriva al Parlamento europeo e mette in evidenza, ancora una volta, quanto sia difficile per l’Unione europea trovare una posizione comune sull’immigrazione. La riunione straordinaria della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE), convocata il 6 agosto per discutere quanto accaduto al confine tra Spagna e Marocco, si è trasformata rapidamente in un confronto politico tra destra e sinistra, tra accuse al governo spagnolo, critiche al Marocco e recriminazioni sulla mancanza di solidarietà tra gli Stati membri. 

Al centro della seduta c’erano il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, e il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner. Assenti, invece, i due rappresentanti del governo spagnolo invitati, la cui presenza non era obbligatoria ma, hanno protestato diversi eurodeputati, quanto meno opportuna: il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni Elma Saiz. Il presidente della LIBE, lo spagnolo Javier Zarzalejos (Partito popolare europeo) l’ha definita una scelta “estremamente deplorevole”. 

È stato soprattutto l’intervento di Vivas a imprimere alla discussione un carattere politico e di sicurezza. Il presidente di Ceuta ha descritto quanto avvenuto il 30 e 31 luglio come una vera e propria “invasione”, citando la definizione del dizionario della Reale Accademia Spagnola e sostenendo che l’arrivo di circa 80mila persone – una stima leggermente superiore alle oltre 70mila circolata in questi giorni – abbia portato nella città un numero di persone equivalente alla sua intera popolazione. 

Per Vivas, quindi, non si è trattato semplicemente di una crisi migratoria. L’episodio avrebbe “messo in discussione” l’integrità di Ceuta, della Spagna e, di conseguenza, dell’Unione europea. Il problema principale, secondo il presidente della città autonoma, è che la sicurezza della frontiera europea finisce per dipendere dalla collaborazione del Marocco, un Paese che non riconosce la sovranità spagnola su Ceuta. 

La situazione inoltre, ha aggiunto, non sarebbe ancora tornata alla normalità. Secondo i dati forniti durante l’audizione, tra 3mila e 5mila migranti si troverebbero ancora nella città e i centri di accoglienza avrebbero superato di gran lunga la loro capacità. Vivas ha poi ricordato i circa cento morti durante la crisi. 

“La nostra gente si sente triste, impotente, ansiosa, impaurita e preoccupata, e ha buone ragioni per esserlo, perché è inevitabile chiedersi se questo accadrà di nuovo prima o poi”, ha avvisato. 

Da qui le richieste a Madrid e Bruxelles: rafforzare uomini e mezzi alla frontiera, potenziare le infrastrutture, accelerare il rimpatrio delle persone entrate irregolarmente che non hanno diritto a restare e coinvolgere maggiormente le agenzie europee, da Frontex a Europol fino all’Agenzia dell’Ue per l’asilo. Vivas ha chiesto anche un sostegno economico per attenuare le conseguenze della crisi sull’economia locale. 

Il commissario Magnus Brunner ha utilizzato toni meno polemici, ma ha tratto dalla crisi una conclusione altrettanto significativa: l’Unione europea non può affidare la sicurezza delle proprie frontiere esterne alla sola disponibilità dei Paesi confinanti. 

“Dobbiamo cooperare con i nostri vicini”, ha spiegato Brunner, ma se il controllo delle frontiere dipende dalla “buona volontà di un solo Stato vicino”, l’Europa rimane vulnerabile. 

Per questo, secondo il commissario, Bruxelles dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti a disposizione nei rapporti con il Marocco: politica dei visti, commercio, cooperazione economica e aiuti allo sviluppo. Parallelamente, occorrerebbe rafforzare gli accordi sui rimpatri e sulle riammissioni, migliorare il monitoraggio delle campagne sui social network che possono favorire partenze di massa e accelerare le norme europee contro le reti di trafficanti. 

L’austriaco ha riconosciuto che, nel complesso, gli ingressi irregolari e le domande di asilo nell’Ue sono in diminuzione, ma ha osservato che le immagini arrivate da Ceuta hanno avuto un impatto politico e mediatico molto più forte delle statistiche: quanto accaduto in pochi giorni “ha scioccato la politica di un intero continente”. 

Il commissario ha comunque riconosciuto alla Spagna e al Marocco di avere effettuato rapidamente gran parte dei ritorni e ha sostenuto che, grazie anche al particolare regime applicato a Ceuta, l’integrità dello spazio Schengen sia stata preservata. 

Il confronto tra gli eurodeputati si è però rapidamente allontanato dalla ricerca di una risposta comune. 

Ppe, Conservatori e Riformisti (Ecr) e Patrioti per l’Europa hanno concentrato buona parte delle loro critiche sul governo di Pedro Sánchez. Assita Kanko, dell’Ecr, ha accusato il governo spagnolo di creare “pull factor”, fattori di attrazione per l’immigrazione irregolare: una critica già al centro della lettera contro la Spagna promossa da Italia e Danimarca e firmata da altri 20 Stati lo scorso fine settimana. 

Kanko ha poi toccato un altro tema su cui si sta molto discutendo: il comportamento delle autorità marocchine, che nelle parole di Vivas “se non hanno orchestrato hanno quanto meno agevolato l’attraversamento del confine”, e il ruolo svolto dai social network e dalla disinformazione, compresa quella russa. Ancora più esplicito Jorge Buxadé, dei Patrioti per l’Europa, secondo il quale le autorità marocchine avrebbero avuto un ruolo nell’organizzazione della mobilitazione attraverso i social media. Dal canto suo, Rabat nega di aver organizzato l’afflusso. 

Sul fronte opposto, il socialista spagnolo Juan Fernando López Aguilar ha difeso il governo Sánchez e spostato l’accusa sugli altri Stati membri. La Spagna, ha ricordato, ha dimostrato solidarietà ai Paesi baltici e alla Polonia di fronte alle minacce provenienti dalla Russia, mentre durante la crisi di Ceuta non avrebbe ricevuto una risposta equivalente. La sua richiesta è stata quella di una stabilire una “solidarietà obbligatoria” tra i Paesi dell’Unione. 

La discussione ha coinvolto direttamente anche l’Italia. La liberale francese Fabienne Keller ha ricordato che, quando nel 2024 l’Italia si trovava sotto pressione migratoria, gli altri Paesi europei avevano riconosciuto la necessità di dimostrare solidarietà. Un riferimento piuttosto trasparente alla decisione di Roma di reintrodurre controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo la crisi di Ceuta, decisione che la verde olandese Tineke Strik, ancor più apertamente, ha definito illegittima. 

Anche Brunner ha ricordato che la chiusura o il ripristino dei controlli alle frontiere interne deve rappresentare una misura di ultima istanza ed essere proporzionata. 

Il rischio maggiore lo ha messo in luce Saskia Bricmont, dei Verdi: è quello di trasformare un’emergenza circoscritta in una crisi europea generalizzata, alimentando la narrazione politica delle estreme destre. E la seduta straordinaria della LIBE ne è stato un chiaro esempio, risolvendosi in pratica in un ‘tutti contro tutti’. Moostrando quanto rapidamente una crisi localizzata possa trasformarsi in uno scontro tra europei, con il principio di solidarietà, su cui pure si fonda l’Ue, messo in discussione. 

Riguardo Ceuta si è discusso di sicurezza delle frontiere, rimpatri, traffico di esseri umani e rapporti con il Marocco. Ma nella commissione LIBE il dibattito è diventato soprattutto un terreno di scontro tra le diverse idee di Europa: da una parte chi considera prioritaria la deterrenza e il controllo delle frontiere, dall’altra chi insiste sulla condivisione delle responsabilità e teme che le risposte nazionali possano mettere in discussione Schengen. 

10 ago 2026

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10 ago 2026

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10 ago 2026

Box office, con 'Spider-Man' e 'Odissea' continua l’estate dei record

(Adnkronos) - Non si ferma la corsa del box office italiano. Nel fine settimana dal 6 al 9 agosto le sale hanno incassato complessivamente 10.693.616 euro, con 1.287.763 spettatori: l’ottava migliore performance del 2026. Il confronto con lo stesso weekend dello scorso anno restituisce un clamoroso +308%, mentre rispetto al precedente fine settimana, quello dell’esordio di 'Spider-Man: Brand New Day', il mercato arretra del 43%. Gli schermi monitorati da Cinetel sono stati 2.649 (erano 2.777 la scorsa settimana). In testa resta 'Spider-Man: Brand New Day', che nel suo secondo weekend raccoglie 5.531.247 euro (26.997.032 euro complessivi; 10.281 euro di media copia). Il calo rispetto all’esordio è del 53%, ma il film con Tom Holland ha già superato 'Spider-Man: No Way Home' (24,9 milioni) diventando il maggiore incasso italiano della saga. Il prossimo traguardo è 'Avengers: Endgame', fermo a 30,28 milioni. 

Continua soprattutto la corsa di Odissea. Il film di Christopher Nolan incassa altri 3.970.449 euro (44.219.093 euro complessivi; 7.606 euro di media copia), perdendo appena il 32% rispetto al weekend precedente. È ormai il maggiore incasso del 2026 e si avvicina ai 46,5 milioni di Inside Out 2. Superato Buen Camino anche per numero di spettatori nell'anno: 5,3 milioni contro 5,07 milioni. Molto più distanziato il resto della classifica. Terzo posto per la novità horror 'Hokum', con 322.833 euro (409.826 euro in cinque giorni; 1.560 euro di media copia). Seguono 'Minions & Monsters' con 194.195 euro (7.645.527 euro; 727 euro di media copia) e 'Toy Story 5' con 70.873 euro (9.192.837 euro; 466 euro di media copia). Da segnalare anche la tenuta nelle arene di alcuni titoli ormai da tempo in programmazione: 'Michael' incassa 37.148 euro e raggiunge 25,17 milioni complessivi, mentre 'Il diavolo veste Prada 2', con altri 31.605 euro, sale a 32,14 milioni, ormai a poche decine di migliaia di euro da Barbie. Il dato più significativo resta però quello generale. Nei primi nove giorni di agosto il botteghino italiano ha già prodotto 30,46 milioni di euro, il 349% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 253% in più sul 2024.  

Dall'inizio dell'anno gli incassi hanno raggiunto 396,54 milioni, con una crescita del 41% sul 2025, mentre le presenze sono 52 milioni (+32%). Numeri che confermano l'eccezionalità di un'estate costruita soprattutto sulla contemporanea presenza di due film-evento capaci, invece di cannibalizzarsi, di sostenere insieme il mercato. Lo stesso fenomeno è ancora più evidente negli Stati Uniti. 'Spider-Man: Brand New Day' domina il secondo weekend con 145 milioni di dollari (655,1 milioni complessivi; 32.315 dollari di media per cinema), il terzo miglior secondo weekend della storia americana. A livello mondiale il film è già arrivato a circa 1,67 miliardi di dollari. Secondo Odissea con 31,5 milioni di dollari (461,2 milioni negli Usa; 8.742 dollari di media), per circa 1,1 miliardi worldwide. Complessivamente il mercato nordamericano del weekend vale circa 203 milioni di dollari, oltre il 50% in più rispetto allo stesso fine settimana del 2025 diventando il primo weekend pieno di agosto sopra quota 200 milioni da dieci anni. 

10 ago 2026

Chieti, difende il figlio durante una lite e viene colpito con un pugno: 50enne in coma

10 ago 2026

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